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Ultima modifica: 10 gennaio 2017

Atto d’indirizzo a collegio docenti per la redazione del PTOF

Prot.n. 3072/C7 del 02 ottobre 2015

IL DIRIGENTE SCOLASTICO
VISTI:
Il D.P.R. n. 297/94
Il D.P.R. n. 275/99
il D.P.R. 20 MARZO 2009, N.89, recante Revisione dell’ assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione ai sensi dell’ art. 64, comma 4, del Decreto Legge 25 GIUGNO 2008 , N. 112 , convertito, con modificazioni, dalla Legge 4 AGOSTO 2009 n. 133 gli artt. 26-27-28-29 del Comparto Scuola
l’art. 25 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.165 commi 1.2.3;
la Legge n. 107/2015

TENUTO CONTO:

delle disposizioni in merito all’attuazione degli Indirizzi Nazionali per il Curricolo (art.1, c.4 DPR 20.03.2009 n.89, secondo i criteri indicati dal DM 254 del 16.11.2012);
delle indicazioni nazionali per il Curricolo2012;
della delibera del Collegio dei Docenti del 30.06.2015 di predisposizione del Piano Annuale d’Inclusione per l’a.s. 2015-16;
degli interventi educativo – didattici e delle linee d’indirizzo fornite dal consiglio d’Istituto nei precedenti anni scolastici ;
delle risultanze del processo di autovalutazione dell’istituto esplicitate nel Rapporto di Autovalutazione

PREMESSO

  • che la formulazione della presente direttiva è compito attribuito al dirigente scolastico dalla Legge n.107/2015;
  • che l’obiettivo del documento è fornire una chiara indicazione sulle modalità di elaborazione, i contenuti indispensabili, gli obiettivi strategici, le priorità, gli elementi caratterizzanti l’identità dell’istituzione, che devono trovare adeguata esplicitazione nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa, e sugli adempimenti che il corpo docente è chiamato a svolgere in base alla normativa vigente;
  • che le competenze del collegio dei docenti, risultanti dal combinato disposto dell’art. 7 del T.U. 297/74, di successivi provvedimenti normativi e delle disposizioni del CCNL si riferiscono a:
  • elaborazione del Piano dell’offerta formativa ai sensi dell’art. 3 del D.P.R. 08.03.1999, n. 275 e della Legge di Riforma n. 107/2015 che introduce il PTOF (triennale) elaborato dal Collegio sulla base delle linee di indirizzo fornite dal Dirigente Scolastico;
  • adeguamento dei programmi d’insegnamento alle particolari esigenze del territorio e del coordinamento disciplinare (art. 7 comma 2 lett. a T.U. 297/94 e D.P.R. n. 275/99);
  • adozione delle iniziative per il sostegno di alunni handicappati e di figli di lavoratori stranieri (art. 7 comma 2 lett. m e n T.U.), adozione di iniziative secondo quanto indicato da Linee Guida sull’integrazione degli alunni con disabilità 2009, Legge n.170/2010, Direttiva MIUR del 27.12.2012 sui B.E.S., Linee Guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri 2014);
  • studio delle soluzioni dei casi di scarso profitto o di irregolare comportamento degli alunni, su iniziativa dei docenti della rispettiva classe e sentiti, eventualmente, gli esperti (art. 7 comma 2 lett. o T.U.);
  • identificazione e attribuzione di funzioni strumentali al P.O.F. (art. 28 del CCNL 26.05.1999 e art. 37 del CCNI 31.08.1999), con la definizione dei criteri d’accesso, della durata, delle competenze richieste, dei parametri e delle cadenze temporali per la valutazione dei risultati attesi;
  • delibera, nel quadro delle compatibilità con il P.O.F. e delle disponibilità finanziarie, sulle attività aggiuntive di insegnamento e sulle attività funzionali all’insegnamento;

EMANA
il seguente atto di indirizzo rivolto al collegio dei docenti.

Il Piano Triennale dell’Offerta Formativa è da intendersi non solo quale documento con cui l’istituzione dichiara all’esterno la propria identità, ma il programma in sé completo e coerente di strutturazione precipua del curricolo, di attività, di logistica organizzativa, di impostazione metodologico-didattica, di utilizzo, promozione e valorizzazione delle risorse umane, con cui la scuola intende perseguire gli obiettivi  dichiarati nell’esercizio di funzioni che sono comuni a tutte le istituzioni scolastiche in quanto tali, e al contempo la caratterizzano e la distinguono. Il coinvolgimento e la fattiva collaborazione delle risorse umane di cui dispone l’istituto, l’identificazione e l’attaccamento all’istituzione, la motivazione, il clima relazionale ed il benessere organizzativo, la consapevolezza delle scelte operate e delle motivazioni di fondo, la partecipazione attiva e costante, la trasparenza, l’assunzione di un modello operativo volto al miglioramento continuo di tutti i processi di cui si compone l’attività della scuola non possono darsi solo per effetto delle azioni poste in essere dalla dirigenza, ma chiamano in causa tutti e ciascuno, quali espressione della vera professionalità che va oltre l’esecuzione di compiti ordinari, ancorché fondamentali, e sa fare la differenza. Essi sono elementi indispensabili all’implementazione di un Piano che superi la dimensione del mero adempimento burocratico e ne faccia reale strumento di lavoro, in grado di canalizzare l’uso e la valorizzazione delle risorse umane e strutturali, di dare un senso ed una direzione chiara all’attività dei singoli e dell’istituzione nel suo complesso. Nell’esercizio della sua discrezionalità tecnica, pertanto, il collegio docenti è chiamato ad elaborare il Piano per il triennio che decorre dall’anno scolastico 2016-2017. Ai fini dell’elaborazione del documento, il dirigente scolastico ritiene indispensabile che si seguano le presenti indicazioni.

• L’elaborazione del PTOF deve tener conto delle priorità, dei traguardi e degli obiettivi individuati nel RAV per rispondere alle reali esigenze dell’utenza.

• L’Offerta Formativa deve articolarsi tenendo conto non solo della normativa e delle presenti indicazioni, ma facendo anche riferimento a vision e mission condivise e dichiarate nei piani precedenti, nonché del patrimonio di esperienza e professionalità che negli anni hanno contribuito a costruire l’immagine della scuola.

È necessario:

• rafforzare i processi di costruzione del curricolo d’istituto verticale e caratterizzante l’identità dell’istituto;

• strutturare i processi di insegnamento-apprendimento in modo che essi rispondano esattamente alle Indicazioni Nazionali ed ai Profili di competenza, tenendo presente che con esse il MIUR esplicita i livelli essenziali delle prestazioni (LEP), dunque non il punto di arrivo per gli studenti migliori, bensì i livelli che obbligatoriamente devono essere conseguiti da ciascuno studente nell’esercizio del diritto-dovere all’istruzione.

Da ciò deriva la necessità di:

  • migliorare i processi di pianificazione, sviluppo, verifica e valutazione dei percorsi di studio (curricolo del singolo studente, curricolo per classi parallele, curricolo per ordine di scuola, curricolo d’istituto);
  • superare la dimensione trasmissiva dell’insegnamento e modificare l’impianto metodologico in modo da contribuire fattivamente, mediante l’azione didattica, allo sviluppo delle competenze chiave di cittadinanza europea, che sono riconducibili a specifici ambiti disciplinari (comunicazione in lingua madre, comunicazione in lingue straniere, competenze logico- matematiche, competenze digitali) ed a dimensioni trasversali (imparare ad imparare, iniziativa ed imprenditorialità, consapevolezza culturale, competenze sociali e civiche);
  • operare per la reale personalizzazione dei curricoli, sia in termini di supporto agli alunni in difficoltà sia nelle direzioni dello sviluppo delle potenzialità, delle attitudini e della valorizzazione delle eccellenze;
  • monitorare ed intervenire tempestivamente sugli alunni a rischio (a partire da una segnalazione precoce di casi potenziali DSA/ BES/ dispersione);
  • abbassare le percentuali di dispersione e di abbandono;
  • implementare la verifica dei risultati a distanza come strumento di revisione, correzione, miglioramento dell’offerta formativa e del curricolo;
  • integrare funzionalmente le attività, i compiti e le funzioni dei diversi organi collegiali;
  • potenziare ed integrare il ruolo dei dipartimenti e delle Funzioni Strumentali al POF;
  • migliorare il sistema di comunicazione, la socializzazione e la condivisione tra il personale, gli alunni e le famiglie delle informazioni e delle conoscenze relative agli obiettivi perseguiti e i risultati conseguiti;
  • promuovere la condivisione delle regole di convivenza e di esercizio dei rispettivi ruoli all’interno dell’istituzione;
  • generalizzare l’uso delle tecnologie digitali tra il personale e migliorarne la competenza;
  • migliorare quantità e qualità delle dotazioni tecnologiche;
  • migliorare l’ambiente di apprendimento (dotazioni, logistica);
  • sostenere formazione ed autoaggiornamento per la diffusione dell’innovazione metodologico- didattica;
  • implementare i processi di dematerializzazione e trasparenza amministrativa;
  • accrescere la quantità e la qualità delle forme di collaborazione con il territorio: reti, accordi, progetti, fundraising e crowd funding;
  • operare per il miglioramento del clima relazionale e del benessere organizzativo.

Questo per consentire:

la coerenza tra servizi offerti, esigenze dell’utenza, disposizioni normative;
la creazione di un’offerta formativa sempre più verificabile e passibile di aggiustamenti;
la valorizzazione dell’identità specifica della comunità e l’integrazione vicendevolmente arricchente e funzionale (mediante la promozione del patrimonio storico, artistico, culturale, della sua conoscenza e l’impegno per la sua valorizzazione) coniugate ad una dimensione irrinunciabile di apertura alle dimensioni europea e globale.

il Piano dovrà pertanto includere: l’offerta formativa, il curricolo verticale caratterizzante; le attività progettuali; i regolamenti; e quanto previsto dalla Legge n.107/2015 al comma 7 dalla lettera a alla lettera s; nonché:
iniziative di formazione per gli studenti, compresa la conoscenza delle procedure di primo soccorso (Legge n. 107/15 comma 16), attività formative obbligatorie per il personale docente ed ATA (Legge n.107/15 comma 12), definizione risorse occorrenti, attuazione principi pari opportunità, parità dei sessi, lotta alla violenza di genere e le discriminazioni, (con specifico impegno alla realizzazione di attività di sensibilizzazione), percorsi formativi e iniziative diretti all’orientamento ed alla valorizzazione del merito scolastico e dei talenti (Legge n. 107/15 comma 29), azioni per difficoltà e problematiche relative all’integrazione degli alunni stranieri e con italiano come L2, azioni specifiche per alunni adottati, qualora se ne ravvisasse la necessità, azioni per sviluppare e migliorare le competenze digitali di alunni e personale attraverso il Piano Nazionale per la Scuola Digitale (obiettivi specifici al comma 58) descrizione dei rapporti con il territorio.

Il Piano dovrà inoltre includere ed esplicitare:

gli indirizzi del DS e le priorità del RAV
il fabbisogno di posti comuni, di sostegno, e per il potenziamento dell’offerta formativa, (comma2)
il fabbisogno di ATA (comma3)
il fabbisogno di strutture, infrastrutture, attrezzature materiali
il piano di miglioramento (riferito al RAV)
la rendicontazione sociale e la pubblicazione e diffusione dei risultati raggiunti.
Per la formulazione del Piano triennale dell’Offerta formativa, l’Istituto coinvolgerà e si confronterà con i principali stakeholders del territorio con particolare riferimento a: Ente locale, Associazioni culturali (Scuola di storia locale), mondo dell’imprenditoria (Sadepan, Belleli, Caleffi …), enti religiosi e politici, famiglie e associazioni dei genitori.
Il collegio docenti è tenuto ad una attenta analisi del presente atto di indirizzo, in modo da assumere deliberazioni che favoriscano la correttezza, l’efficacia, l’efficienza, l’imparzialità e trasparenza richiesta alle pubbliche amministrazioni. Poiché il presente atto d’indirizzo, introdotto dalla recente legge 107/2015, si colloca in un momento di grandi cambiamenti normativi, si avvisa sin d’ora che potrà essere oggetto di revisione, modifica o integrazione.

“Consapevole dell’impegno che i nuovi adempimenti comportano per il Collegio Docenti e dello zelo con cui il personale docente assolve normalmente ai propri doveri, il Dirigente Scolastico ringrazia per la competente e fattiva collaborazione ed auspica che con entusiasmo si possa lavorare insieme per il miglioramento della nostra scuola”.

Il dirigente scolastico
Aldo Delpari

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