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Ultima modifica: 13 marzo 2019

Regolamento sull’uso degli strumenti digitali personali

PREVENZIONE E CONTRASTO AL “BULLISMO E CYBERBULLISMO”

REGOLAMENTO SULL’ USO DEGLI STRUMENTI DIGITALI PERSONALI

PREMESSA

Il bullismo, purtroppo ampiamente diffuso tra i banchi, si concretizza in atteggiamenti intenzionali e ripetuti, di intimidazione, sopraffazione, oppressione fisica e/o psicologica commessi da uno o più soggetti (bulli) nei confronti di un soggetto o più soggetti (vittime). Tali atteggiamenti si tengono spesso in segreto ed in assenza di testimoni adulti.

La rapida diffusione delle tecnologie ha determinato, in aggiunta al bullismo in” presenza”(con spazio temporale preciso), anche il bullismo online (o cyberbullismo) effettuato attraverso posta elettronica, social network, chat, blog, forum ecc. (senza confini di orario, quindi costante). Quest’ultima forma di bullismo, esercitata a distanza, si traduce in numerose forme di aggressioni e molestie spesso accompagnate da anonimato il che amplifica la sofferenza della vittima.

Tale fenomeno, sempre più in espansione nella nostra società, ha portato il Parlamento ad emanare la legge del 29 Maggio 2017 n.71 recante “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” definendolo come:

“qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on-line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo.”

RIFERIMENTI NORMATIVI

  • Il bullismo e il cyberbullismo devono essere conosciuti e combattuti così come previsto:
  • dall’ art. 3 della Costituzione italiana (Principio di uguaglianza);
  • dall’art. 34 della Costituzione italiana (diritto allo studio);
  • dalla Direttiva Ministeriale 16 del 5 febbraio 2007 recante “Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo”;
  • dalla direttiva Ministeriale n. 30 del 15 marzo 2007 recante “Linee di indirizzo ed indicazioni in materia di utilizzo di ‘telefoni cellulari’ e di altri dispositivi elettronici durante l’attività didattica, irrogazione di sanzioni disciplinari, dovere di vigilanza e di corresponsabilità dei genitori e dei docenti”;
  • dalla direttiva Ministeriale n. 104 del 30 novembre 2007 recante “Linee di indirizzo e chiarimenti interpretativi ed applicativi in ordine alla normativa vigente posta a tutela della privacy con particolare riferimento all’utilizzo di telefoni cellulari o di altri dispositivi elettronici nelle comunità scolastiche allo scopo di acquisire e/o divulgare immagini, filmati o registrazioni vocali”;
  • dal P.R. 249/98 e 235/2007 recante “Statuto delle studentesse e degli studenti”;
  • dalle linee di orientamento per azioni di prevenzione e di contrasto al bullismo e al cyberbullismo, MIUR aprile 2015;
  • dagli artt. 581 (percosse) -582 (lesione personale) -595 (diffamazione)- 610 (violenza privata) -612 (minaccia) -635(danneggiamento) del Codice Penale;
  • dagli artt. 2043 (risarcimento per fatto illecito) – 2047 (danno cagionato dall’incapace) 2048 (responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d’arte) del Codice Civile;
  • dalle linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo, MIUR ottobre 2017;
  • dalla Legge del 29 Maggio 2017 n.71 (disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo);

RESPONSABILITA’ DELLE VARIE FIGURE SCOLASTICHE

Attraverso i propri regolamenti, il patto di corresponsabilità e le strategie educative mirate a costruire relazioni sociali positive l’Istituto coinvolge l’intera comunità educante nel lavoro di prevenzione dei comportamenti problematici, di miglioramento del clima della scuola e di supporto agli studenti in difficoltà. Allo scopo di prevenire i citati comportamenti:

IL DIRIGENTE SCOLASTICO:

  • individua attraverso il Collegio dei Docenti un referente del bullismo e cyberbullismo;
  • coinvolge, nella prevenzione e contrasto al fenomeno del bullismo/cyberbullismo, tutte le componenti della comunità scolastica, in particolar modo gli insegnanti dell’area tecnologica/ informatica e linguistica.
  • favorisce la discussione all’interno della scuola, attraverso i vari organi collegiali, creando i presupposti di regole condivise di comportamento per il contrasto e la prevenzione dei fenomeni del bullismo e del

IL COLLEGIO DEI DOCENTI

  • promuove scelte didattiche ed educative per la prevenzione del fenomeno (progetti di educazione alla legalità e alla cittadinanza attiva).
  • promuove la formazione dei docenti sui temi del bullismo e cyberbullismo e l’uso responsabile delle TIC
  • attiva uno sportello di consulenza e supporto psico-pedagogico.

IL CONSIGLIO DI CLASSE

Pianifica attività didattiche e/o integrative che favoriscano la riflessione e la presa di coscienza dei valori della civile convivenza.

IL DOCENTE

Svolge un ruolo fondamentale sia nell’acquisizione e rispetto delle norme di civile convivenza, sia nella trasmissione di regole per un uso responsabile di internet e pone particolare attenzione a reazioni di paura, atteggiamenti ansiosi o depressivi.

I GENITORI

Vigilano sull’uso corretto delle nuove tecnologie dei propri figli e pongono particolare attenzione a reazioni di paura, atteggiamenti ansiosi o depressivi dopo l’utilizzo di internet.

ALUNNI

Dopo opportuna formazione, gli alunni, operano all’interno delle classi come educatori tra pari per gli altri studenti.

MANCANZE DISCIPLINARI

Sono da considerarsi tipologie persecutorie qualificate come Bullismo:

  • la violenza fisica, psicologica o l’intimidazione del gruppo, specie se reiterata;
  • l’intenzione di nuocere
  • l’isolamento della vittima.

Rientrano nel Cyberbullismo:

  • Flaming: litigi online nei quali si fa uso di un linguaggio violento e volgare
  • Harassment: molestie attuate attraverso l’invio ripetuto di linguaggi offensivi.
  • Cyberstalking: invio ripetuto di messaggi che includono esplicite minacce fisiche, al punto che la vittima arriva a temere per la propria incolumità
  • Body shaming: dall’inglese “body” (corpo) e “shaming” (vergogna) – definisce l’atto di prendere di mira o criticare in maniera denigrante una persona per la sua forma fisica.
  • Denigrazione: pubblicazione all’interno di comunità virtuali, quali newsgroup, blog, forum di discussione, messaggistica immediata, siti internet, ecc. di pettegolezzi e commenti crudeli, calunniosi e
  • Outing estorto: registrazione delle confidenze, raccolte all’interno di un ambiente privato, creando un clima di fiducia e poi inserite integralmente in un blog
  • Impersonificazione: insinuazione all’interno dell’account di un’altra persona con l’obiettivo di inviare dal medesimo, messaggi ingiuriosi che screditino la vittima.
  • Cyberbashing: un ragazzo o un gruppo di ragazzi picchiano o danno degli schiaffi ad un coetaneo, mentre gli altri filmano l’aggressione con il telefonino
  • Creazione di un profilo falso attingendo a dati personali di terze persone.
  • Furto d’immagine: utilizzo di materiale fotografico o video/fotografico senza l’acquisito formale consenso dell’interessato.
  • Esclusione: estromissione intenzionale dall’attività online
  • Sexting: invio di messaggi via smartphone ed Internet, corredati da immagini a sfondo
  • Ulteriori comportamenti rientranti nelle fattispecie previste dalla Legge 71/2017.

REGOLAMENTO SULL’ USO DEI MEDIA – DISPOSITIVI MOBILI A SCUOLA

Il presente regolamento si applica principalmente alla scuola Secondarie di primo grado dell’Istituto, in particolare per quanto riguarda le sanzioni, ma è comunque utilizzabile anche nelle scuole primarie. In generale, per le scuole primarie, si suggerisce ai genitori di non consentire ai bambini di portare a scuola il telefono cellulare.

  • Si ribadisce quindi la puntuale applicazione della normativa vigente (DPR 249/1998, DPR 235/2007, Direttiva Ministeriale 15.03.2007), pertanto l’uso del cellulare in quanto tale non è consentito per ricevere/effettuare chiamate, SMS o altro tipo di messaggistica. Il divieto non si applica soltanto all’orario delle lezioni ma è vigente anche negli intervalli e nelle altre pause dell’attività didattica (ad es. mensa).

Le famiglie sono invitate a collaborare strettamente con l’Istituto, nello spirito della corresponsabilità educativa, evitando ad esempio di inviare messaggi o effettuare chiamate ai telefoni dei propri figli, durante l’orario scolastico. In ogni caso si deve evitare di essere raggiunti da qualsiasi notifica o segnalazione, eventi particolarmente distraenti e disturbanti durante l’attività didattica. L’estensione del divieto d’uso ai momenti di pausa risponde ad una esigenza prettamente educativa, tesa a favorire la socializzazione e le relazioni dirette tra le persone, dal momento che è piuttosto evidente la tendenza dei ragazzi ad “isolarsi”, attraverso l’operatività sui propri dispositivi mobili (per giocare, ascoltare musica o per inviare/ricevere messaggi anche attraverso social network come Facebook, instagram, WhatsApp e altri). Le contravvenzioni alle prescrizioni e divieti di cui a questo punto 1) sono sanzionate secondo quanto previsto dalla tabella allegata.

  • L’uso dei dispositivi mobili può essere eventualmente consentito nella classi della scuola secondaria di primo grado, qualora servisse per lo svolgimento di attività didattiche innovative e collaborative, che prevedano anche l’uso di dispositivi tecnologici e l’acquisizione da parte degli alunni di un elevato livello di competenza digitale, soprattutto per quanto riguarda l’uso consapevole e responsabile delle tecnologie. Si ricorda che la competenza digitale è una delle competenze chiave per l’apprendimento permanente, identificate dall’Unione L’uso di smartphone, tablet e altri dispositivi mobili, o delle funzioni equivalenti presenti sui telefoni cellulari è pertanto consentito, ma unicamente su indicazione del docente, con esclusiva finalità didattica, in momenti ben definiti e con modalità prescritte dall’insegnante, con comunicazione scritta alle famiglie .

Per le registrazioni e riprese audio/foto/video per uso didattico sarà richiesto ad inizio anno l’autorizzazione scritta dalle famiglie.

In nessun caso le riprese potranno essere eseguite di nascosto e senza il consenso dell’insegnante.

Si richiama l’attenzione degli alunni, dei docenti e delle famiglie sulle possibili conseguenze di eventuali riprese audio/video o fotografie effettuate all’interno degli ambienti scolastici, al di fuori dei casi consentiti, e successivamente diffuse con l’intento di ridicolizzare compagni o insegnanti o addirittura allo scopo di intraprendere azioni che sono spesso definite con il termine di cyberbullismo. Tali azioni possono configurare, nei casi più gravi, gli estremi di veri e propri reati.

Non sono consentiti altri usi (ad esempio giochi). In generale, ogni utilizzo non autorizzato, al di fuori di quanto previsto in precedenza, non è permesso e sarà sanzionato (vedi tabella sanzioni).

Anche in questo caso si ravvisa la necessità di grande sintonia e collaborazione tra scuola e famiglia, nell’ottica di favorire negli alunni lo sviluppo della necessaria consapevolezza e maturità nell’uso dei potenti strumenti ai quali hanno accesso.

Tabella provvedimenti disciplinari connessi all’uso di cellulari e altri dispositivi elettronici mobili

Mancanza Provvedimento Organo competente
L’alunno non ha il cellulare spento o silenzioso (riceve chiamata/notifica di messaggio)
Ritiro e custodia del cellulare con nota disciplinare. Convocazione della famiglia per la riconsegna del cellulare (durante l’orario scolastico). Docente di classe e/o DS
L’alunno utilizza il dispositivo per chiamate e/o messaggistica o altri usi non consentiti (giochi, ascolto musica, ecc.)
L’alunno usa dispositivi elettronici durante una verifica scritta
L’alunno effettua riprese audio/foto/video senza informare preventivamente il docente Nota sul registro di classe. Ritiro, disconnessione della rete e spegnimento del cellulare con conseguente custodia e cancellazione del file alla presenza della famiglia cui andrà riconsegnato lo strumento. Docente di classe e/o DS
L’alunno diffonde in modo non autorizzato immagini/video/audio, anche se eventualmente acquisiti con il permesso Intervento del Dirigente scolastico. Convocazione della famiglia. Ritiro, disconnessione della rete e spegnimento del cellulare con conseguente custodia e riconsegna alla famiglia previa riproduzione del corpo del reato nei casi in cui si configura la necessità di una denuncia alla polizia postale. Eventuale sospensione dalle lezioni o sostituzione di questa con lavori socialmente utili. DS/ Consiglio di classe/Consiglio di Istituto

L’Istituto non consente l’utilizzo del telefono cellulare durante la visita d’istruzione di classe della scuola Primaria, poiché questa è qualificata come attività didattica a tutti gli effetti e gli alunni non sono ancora in grado di gestire consapevolmente questi strumenti.

Nella scuola Secondaria di Primo grado è consentito l’uso del telefono cellulare durante la visita d’istruzione o per ogni altra esigenza organizzativa solo su autorizzazione del docente; l’uso improprio del cellulare o del tablet è sottoposto a sanzione come da regolamento d’Istituto. In caso di gita di più giorni il cellulare o altri strumenti assimilabili allo stesso verrà consegnato ai docenti prima della notte e restituito alla mattina, salvo diversa indicazione degli insegnanti per comportamenti scorretti.

La scuola, nella persona del Dirigente Scolastico, informa tempestivamente i genitori (o chi esercita la responsabilità genitoriale), qualora venga a conoscenza di atti di cyberbullismo che non si configurino come reato.

I comportamenti, accertati, che si configurano come forme di bullismo e cyberbullismo vengono considerati come infrazione gravi.

Lo studente che ha commesso atti di bullismo/cyberbullismo sarà soggetto a provvedimenti di natura disciplinare cosi come normati dal D.P.R. n. 249/1998 (“Statuto delle studentesse e degli studenti”), modificato e integrato dal D.P.R. n. 235/2007.

Gli episodi di bullismo e cyberbullismo saranno perseguiti con sanzioni particolarmente incisive per i fatti di estrema gravità, attivando collaborazioni con servizi socio/sanitari del territorio e le forze dell’ordine, percorsi educativi di recupero, mediante lo svolgimento di attività di natura sociale, culturale e in generale a vantaggio della comunità scolastica.

Vengono considerate deplorevoli le condotte dei compagni sostenitori del bullo perché, pur non partecipando direttamente alle prevaricazioni, con il loro assenso contribuiscono a rafforzare il comportamento del bullo stesso.

ATTENUANTI E AGGRAVANTI

Il riconoscimento dell’errore, il risarcimento del danno e le scuse personali costituiscono attenuanti nella definizione della sanzione stabilita.